Dopo la fine del settimo Dottore Sylvester McCoy, la BBC rimase ferma per alcuni anni.
Ormai sembrava che non vi fossero più ragioni sufficienti per resuscitare il Dottore, programma comunque costoso e non ripagato da un’audience adeguata.
Al punto che il trentennale del programma (1993) passò senza lasciare traccia. Certo, la cosa venne adeguatamente ricordata, vi furono libri e celebrazioni varie, ma a nessuno venne in mente di girare qualcosa di inedito per festeggiare.
Tuttavia, tre anni dopo si volle comunque fare un tentativo, cercando di non rimetterci troppo.
Si cercò un partner per una co-produzione, e il partner fu ovviamente americano: da sempre il successo di un telefilm era decretato dagli ascolti in America, provare a lanciarvi il Dottore poteva essere l’idea giusta per far ripartire il programma.
La BBC produsse quindi un film-pilota per la TV prodotto insieme all’americana Universal, per vedere l’effetto che faceva.
Ma si potrebbe dire che la cosa non nacque “bene” fin da subito. Infatti non fu facile adattare un programma così “inglese” ai gusti degli americani, e alla fine il risultato fu il classico compromesso che piacque abbastanza agli inglesi ma non abbastanza agli americani, per quanto l’audience americana non si fosse rivelata disprezzabile (il film sul Dottore ebbe più ascolti di “Star Trek: Voyager” che andava in onda lo stesso giorno alla stessa ora…).
La BBC ce l’aveva messa tutta per mantenere la continuità con la serie classica: infatti era stato richiamato Sylvester McCoy per girare la rigenerazione (non si sapeva che fine avesse fatto Ace, ma pazienza), e c’era stata una dura lotta per mantenere il tema musicale originale, che gli americani, con scarso rispetto, volevano eliminare del tutto.
E l’attore scelto, Paul McGann, si era calato molto bene nella parte e non faceva rimpiangere i predecessori dimostrandosi un perfetto Dottore. Come se non fosse bastato, il ruolo del Maestro era stato assegnato ad una star americana: Eric Roberts, fratello dell’attrice Julia.
Ma ciò che fece naufragare il progetto fu la sceneggiatura: probabilmente di gusto troppo “americano” per il Dottore, e forse tutto l’insieme restava fin troppo “inglese” per il pubblico americano.  
E poi un altro problema, visto con il senno di poi: forse gli sceneggiatori non hanno osato abbastanza nel tentare di rinnovare il Dottore. Probabilmente intimoriti dalla infelice esperienza del sesto, Colin Baker, dove si cambiò ciò che andava già bene e si mantenne ciò che invece non andava.
Insomma, non se ne fece più nulla. Il Dottore sarebbe ricominciato definitivamente (e trionfalmente) solo 9 anni dopo, anche se Paul McGann, nonostante la breve apparizione nella storia del programma, è rimasto per sempre l’ottavo Dottore e molti fans sperano di rivederlo al fianco del Dottore "in carica" in una di quelle storie “multi-Dottore” che si sono già viste nei quasi 50 anni di vita del programma (anche per sapere che fine ha fatto: il nono Dottore infatti appare senza alcuna rigenerazione o spiegazione…). Comunque, Paul McGann ha interpretato il suo Dottore in diverse storie su CD audio, un genere che in Gran Bretagna ha un certo successo.
In questa occasione non mi è parso opportuno fare il fumetto intero del film. Ho invece pensato di farvene una sintesi illustrata, per poter comunque mantenere la continuità tra i vari Dottori (anche se, alla fine, il salto tra l’ottavo e il nono è tale da rendere quasi ininfluente questa vicenda).

THE MOVIE
 


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